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Marco Savona
politica interna
27 agosto 2014
Filippo Nogarin, Livorno: il sindaco M5s ancora senza giunta. Dal trionfo alle amministrative al flop

Filippo Nogarin, Livorno: il sindaco M5s ancora senza giunta. Dal trionfo alle amministrative al flop

Gabriella Cerami, l'Huffingtonpost


Due assessori indicati pochi giorni fa all'insaputa del Sindaco, altri nominati il mese scorso e revocati nel giro di 24 ore. A quasi ottanta giorni dalle elezioni amministrative la Giunta comunale di Livorno non è ancora al completo. E così il comune strappato alla sinistra, il vanto M5s nella disfatta alle ultime elezioni amministrative, la bandiera sventolata da Grillo dopo la debacle alle Europee rischia di diventare un pericoloso boomerang per tutto il Movimento.

Ma niente paura: il sindaco Filippo Nogarin, che da sempre è sembrato un tipo tra modello Happy hour e afflato alternativo, da San Vito Lo Capo nel trapanese, con un selfie con alle spalle un mare cristallino, ha rassicurato gli animi di chi iniziava ad essere in apprensione per le sorti del Comune toscano: "Non esiste un caso assessori. Ho deciso che nomino San Vito Lo Capo. Che mare!". Con tanto di smile alle fine del post.

Insomma, un qualcosa che in tanti - a leggere i commenti su Facebook - non hanno gradito, non trattandosi - San Vito - ne' di un assessore al Bilancio ne' di un amico da chiamare in causa per l'Ice Bucket Challenge. Un selfie, quello del Sindaco, che sembra più una cartolina inviata dalle vacanze ai cittadini livornesi, di quelle con scritto "baci e abbracci". Che Nogarin fosse un primo cittadino fuori dal comune, qualcuno direbbe in tutti i sensi, si era capito, ma la sua Giunta, dalla storia complicata, sembra esserlo ancor di più. Tanto da essere ancora under construction.

Una prima formazione era stata presentata il 9 luglio ma era incompleta: mancava, come manca ancora oggi, un assessore al Bilancio. Anche altri incarichi sono ancora al centro di sostituzioni e discussioni a causa delle proteste degli iscritti grillini livornesi. A sole 24 ore dalla nomina di Simona Corradini come assessore alla Mobilità, ad esempio, gli attivisti del Movimento 5 Stelle hanno inviato al Sindaco una richiesta di sostituzione, motivandola con la presunta incompatibilità di Corradini con le regole e con i valori del partito perché si era presentata alle elezioni nelle liste di un altro movimento. Così Nogarin ha accolto la richiesta. Stesso copione, anche se le richieste sono state accolte solo in parte e sono in via di definizione, è stato recitato pochi giorni dopo. A metà luglio sempre gli attivisti del Movimento 5 Stelle hanno chiesto di sostituire gli assessori alla Cultura, Serafino Fasulo, e all’Ambiente, Giovanni Giordani, poiché i due erano già stati candidati a precedenti elezioni amministrative con partiti diversi dal M5S. Infine una terza richiesta è stata depositata nei confronti dell’assessore all’Urbanistica, Alessandro Aurigi, che "in quanto conclamato amico di Nogarin, rende criticabile e accusabile il M5S di non essere coerente con i propri principi". Ad Aurigi sarebbe stato ridimensionato l'incarico ma sotto il depotenziamento dei suoi compiti ci sarebbe un vero e proprio scontro tra Nogarin e Marco Valiani, primo dei non eletti pentastellati in Consiglio comunale, che avrebbe sollevato il caso. Valiani, che aveva aperto due gruppi su Facebook utilizzando il logo dei 5S e il nome di Beppe Grillo, è stato diffidato dallo stesso Sindaco diventato poi bersaglio di critiche da parte della minoranza grillina livornese che lo ha soprannominato: "Lo sceriffo a 5 stelle".

L'ultimo capitolo, per il momento, è stato scritto il 19 agosto quando due nomine sono state comunicate dal capogruppo M5S, Francesco Bastone, agli altri capigruppo del Comune. Il Sindaco, in un primo momento, si è dissociato dicendo di non saperne niente: "La nomina è di mia competenza, io sono in ferie e finora non l’ho fatta. Sono in vacanza". Ed è subito selfie. Salvo poi precisare: "Il capogruppo ha solo anticipato alcuni passaggi sulla ridistribuzione delle deleghe che appena rientrerò dalle ferie formalizzerò". Quale sarà la sorte ancora non si sa anche perché da uno scambio di mail, divenute pubbliche, emergono nomi discordanti.

La strana storia del Comune toscano, piena di aneddoti, di annunci e di smentite in meno di ottanta giorni, si arricchisce di uno striscione anti-Israele apparso ad Effetto Venezia, la festa estiva di Livorno, il 25 luglio scorso: "Fermare il genocidio a Gaza. Israele vero terrorista". Striscione che non è stato rimosso dal Sindaco. Anzi, "l'hanno attaccato e lì sta", ha detto Nogarin riferendosi ai gruppi della sinistra antagonista che hanno affisso l'accusa a caratteri cubitali contro la politica israeliana. "Grave? A me sembra una frase generica", anzi ha aggiunto, "quello striscione aiuta a sviluppare un ragionamento".

Di certo, Nogarin dovrà ragionare, tornato dalle vacanze, sui suoi assessori e su un consiglio comunale senza Giunta. In fondo lui, che a suo modo è un personaggio da film, ama definirsi "Un genio ribelle" come quello della pellicola "Will Hunting" di Gus Van Sant (ma purtroppo Robin Williams non c'è più).





vita scolastica
27 agosto 2014
Scuola, arriva la svolta sui precari subito assunti 100 mila insegnanti

Scuola, arriva la svolta sui precari

Dal merito ai supplenti, il piano del governo
Sindacati: priorità sono contratto e risorse



La sorpresa di Renzi sulla scuola è grande: centomila precari assunti subito. Vuol dire in cattedra il prossimo anno, primo settembre 2015. Centomila nuovi insegnanti a tempo indeterminato, alle elementari, medie, e superiori. Il ministro Giannini, anticipando le linee guida al Meeting di Cl, aveva raccontato solo la prima parte della verità. La verità più dolorosa: "Dobbiamo eliminare le supplenze, agente patogeno del sistema scolastico, batterio da estirpare".

Ma non aveva aggiunto, spiegando meglio una frase ansiogena per seicentomila precari in attesa, come li avrebbe sostituiti: "Non voglio rovinare la sorpresa al premier", si era giustificata. La sorpresa, l'altra mezza verità che sarà annunciata venerdì in Consiglio dei ministri, è questa: con il miliardo e mezzo di euro fin qui trovato per la scuola (aggiornamento alle ore 22 di ieri) il ministero dell'Istruzione prenderà centomila tra precari delle Gae (le Graduatorie a esaurimento che oggi ospitano 155 mila aspiranti insegnanti) e vincitori dell'ultimo concorsone rimasti ancora fuori dall'insegnamento (altri novemila) e li porterà in cattedra, a ruolo, definitivamente. Centomila, fonti sindacali, sono stati i tagli di posti da docenti tra il 2009 e il 2011. Centomila (e forse qualcuno in più) saranno quelli che - superata l'emergenza spending review - il governo Renzi restituirà.

Il premier, che ieri sera ha diretto una lunga riunione a Palazzo Chigi con la delegazione scuola del Pd (il sottosegretario all'Istruzione Roberto Reggi, il responsabile welfare Davide Faraone, i parlamentari delle commissioni Cultura di Camera e Senato, i due capigruppo), ha spiegato ai suoi che vorrebbe andare oltre, arrivare a centoventimila assunti iniziando così a prosciugare davvero quel bacino di precarietà e frustrazione (622 mila neolaureati, abilitati dalle Siss e dai Tfa, tutti aspiranti maestri e prof) che oggi mina alla base lo spirito della scuola e la sua continuità didattica.

L'ufficio di gabinetto del Miur e il Dipartimento per l'istruzione lavorano a questo piano dall'inizio di marzo, con il governo appena insediato. I contabili di viale Trastevere hanno segnalato al ministro Giannini, al sottosegretario Reggi - e i dossier sono stati passati rapidamente al premier - che oggi pagare centomila supplenze l'anno da settembre a giugno costa quasi quanto pagare centomila "stabilizzati", ovvero assunti. La differenza sta nei due stipendi di luglio e agosto che i primi, licenziati ogni fine stagione (giugno), non prendono.

Soltanto per le supplenze brevi, quelle che non preventivate si aprono nel corso di una stagione scolastica (riguardano trentamila docenti l'anno), il Miur nella scorsa stagione ha speso 680 milioni. Poi ci sono 46 mila supplenze fisse e 6 mila insegnanti di sostegno (si occupano degli studenti disabili) a loro volta supplenti. Imprevisti compresi, fanno centomila supplenti, "gli agenti patogeni", ogni anno su 690 mila insegnanti in organico. Ex agenti patogeni, dal primo settembre 2015.

Il nocciolo della riforma che sarà annunciato venerdì prossimo, prima in Consiglio dei ministri, poi al paese, è questo. In queste ultime 48 ore si cercano le risorse per annunciare un piano organico di assunzioni che nei prossimi tre-quattro anni porti la scuola a una continuità perduta.

Nel 2012 e nel 2013 la legge Fornero ha ridotto gli insegnanti pensionati a 12 mila l'anno, già quest'anno si tornerà a quota 15 mila per poi salire fortemente dal 2015 in avanti. Tra il 2017 e il 2022 il 40 per cento della classe docente andrà in pensione e dovrà essere sostituita: le nuove immissioni in ruolo torneranno a essere (dice il piano del governo, sperando di essere assistito dalla fuoriuscita definitiva dalla crisi economica) 40-50 mila l'anno. Già il prossimo concorsone 2015 prevederà questi posti a ruolo, il doppio di quello indetto con il ministro Profumo nel 2012.

Con questi ritmi le graduatorie a esaurimento saranno svuotate in due anni, per quelle d'istituto (470 mila persone, divise in tre fasce) servirà almeno un quinquennio. Già nella prossima stagione scolastica gli insegnanti di sostegno saliranno da 67 mila a 90 mila per gestire le supplenze necessarie (ma decisamente più limitate) e partirà l'organico di rete funzionale: oggi si parla, invece, di un organico di fatto e uno di di-
ritto che non coincidono mai. L'organico di rete farà gestire i docenti a una rete di scuole, dai tre agli otto istituti, che garantirà gli insegnanti in cattedra e le sostituzioni necessarie.

A novembre, dopo un dibattito di un paio di mesi sulle linee guida del governo Renzi sulla scuola, potrà partire una nuova fase di rinnovo contrattuale e in quella sede il ministro Giannini dovrà indicare le risorse con cui intende coprire i premi ai docenti che accetteranno volontariamente un percorso di carriera (esperti, senior, coordinatori, specializzati in lingue e informatica).

Sulle prime anticipazioni del ministro Giannini, quelle di lunedì a Rimini (contrazione degli scatti, premi a chi dà disponibilità oraria, finanziamenti dai privati, detassazione delle scuole paritarie, inglese e informatica dalle elementari, più storia dell'arte e musica) la maggioranza della scuola italiana si è schierata contro.

La Cgil scuola ha parlato di "un vecchio progetto Aprea",alludendo al piano di Forza Italia, l'Unicobas ha già annunciato proteste per venerdì prossimo e sciopero il primo giorno di scuola (il 17 settembre). Anche gli studenti hanno promesso mobilitazione il 10 ottobre contro "queste idee vicine agli ultimi governi Berlusconi". Su tutto il dibattito e gli annunci pesa, comunque, lo spettro di una condanna (a ottobre) del governo italiano da parte della Corte di giustizia europea rispetto all'utilizzo dei docenti precari.


Da Repubblica.it

Alla faccia dei gufi e rosiconi !!!!

musica
26 agosto 2014
DJ Maretimo - Jazz Loungebar Vol.1
ECONOMIA
26 agosto 2014
Spending Review, dai trasporti all'elettricità un quarto delle aziende partecipate perde soldi

Spending Review, dai trasporti all'elettricità

"Per 1.424 rendimento negativo rispetto a investimenti"
Cottarelli: "Di oltre mille non abbiamo dati di bilancio"

MILANO - Sono 1.424, circa una su quattro, le partecipate da enti locali con un rendimento negativo rispetto al capitale investito (Roe). E' quanto emerge da uno studio del commissario alla Spending Review, Carlo Cottarelli che passa a setaccio 5.264 società per le quali sono disponibili i conti del 2012 e che completa la relazione del gruppo di lavoro dedicato alle partecipate stesse, consegnata al Comitato interministeriale il 7 agosto scorso. "La pubblicazione di indici che misurino l'efficienza delle partecipate - è spiegato sul sito della spending review - può costituire un importante stimolo al miglioramento delle attività di queste società" e "come punto di partenza viene oggi pubblicato su questo sito un fondamentale indice di efficienza, il 'Return on Equity' (Roe) calcolato come rapporto percentuale tra risultato netto e mezzi propri".

Tra le partecipate degli enti locali, censite dal ministero dell'Economia, ce ne sono ben 1.075 i cui bilanci 2012 risultano, al momento, "off limits" anche per il commissario ai tagli. Nelle tabelle pubblicate oggi - senza che si arrivi a conclusioni o sintesi sui risultati - vengono indicate come società con "bilanci non disponibili", con sede in praticamente tutte le Regioni italiane: si va da aziende per il turismo ad associazioni per la formazione a consorzi per la tutela dei parchi.

In aggiunta, ce ne sono 86 per le quali "i dati riportati nella banca dati del Tesoro non sono coerenti con quelli di altre

banche dati utilizzate a fine di controllo e che quindi potrebbero contenere errori".

Se nel complesso le partecipate sono stimate essere fino a 10mila dallo stesso commissario, che ha rivisto in eccesso il dato di 7.700 circa del Mef, dalle schede disponibili come supporto alla spending review emerge anche che ci sono 1.242 società non attive, dalla napoletana Arpac in liquidazione allo Zuccherificio del Molise. Sono poi 143 le società partecipate dagli enti locali che nei bilanci 2012 hanno patrimonio negativo o nullo. Le tre con un "rosso" maggiore sono l'immobiliare Cmv di Venezia (-20,3 milioni), la Fiera di Roma (15,7 milioni), la società di trasporti del Lazio Cotral (-14,9 milioni).

Partecipate, se lo Stato è al 100% si amplia il rosso

"Occorre naturalmente interpretare questi indici con attenzione, perché il risultato di un singolo anno può essere influenzato da eventi straordinari. Da un singolo indice non si possono trarre conclusioni definitive sulla efficienza delle partecipate. Si tratta comunque di utile punto di partenza per ulteriori analisi", si spiega alla Revisione della spesa stessa.

L'analisi di "redditivita" vera e propria viene così compiuta su 5.264 società. Oltre a quelle con redditività negativa, si segnalano 2.708 partecipate con un Roe superiore a zero ma inferiore al 10 per cento e 1.132 con una forte redditività, il cui Roe è a due cifre. Ma i dati possono essere spacchettati anche per i quattro livello di "grandezza" patrimoniale. E mostrano che le più piccole hanno un'incidenza di redditività negativa maggiore. Quelle con capitale fino a 10 mila euro sono solo 130, ma contano ben 67 dal Roe negativo, in pratica una su due. Quelle con una dimensione appena maggiore (tra 10 e 100 mila euro) sono 1.182: una su tre (337) hanno redditività sotto lo zero. Se si sale sopra questa soglia, ad avere un Roe negativo è in media una società su quattro. In particolare tra 100 mila euro e 1 milione di euro ci sono 1.662 società e tra loro 408 con Roe sotto zero. Sopra la soglia di 1 milione di capitale vengono invece contate 2.290 società, tra le quali 612 evidenziano un Roe con il segno meno.

Guardando a migliori e peggiori performer, nella classe delle più piccole il peggior risultato va alla Wpp Uno Spa, che da informazioni reperibili online risulta attiva nel settore delle rinnovabili, con un Roe di -10.351% (ma bisogna tenere presente il settore d'investimento). Subito dopo, l'Azienda bergamasca multiservizi Information Communication Technology, con un Roe di -8.945%.

"Dalle partecipate si possono risparmiare 12,3 miliardi"

Tra le aziende più grandi, invece, il primato per la minore redditività va alla Gestione agroalimentare molisana, che nel 2012 aveva poco più di 2 milioni di mezzi propri e un reddito netto negativo per 14,6 milioni. Va solo un po' meglio alla Società per la trasformazione del territorio di Parma, che ha 5,7 milioni di patrimonio netto e perdite per 28 milioni. Nell'elenco figura anche Alitalia-Cai (Roe a -139%).

da Repubblica.it




musica
25 agosto 2014
The Incredible Jazz Guitar of GEORGE BENSON !
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